Giovanni BELLINI

Giovanni Bellini, detto il Giambellino e Zuane Belin in lingua veneta (Venezia, 1427 o 1430 circa[1] – Venezia, 29 novembre 1516), è stato un pittore italiano cittadino della Repubblica di Venezia, tra i più celebri artisti del Rinascimento.


Vittore Gambello, Giovanni Bellini, pittore veneziano, 1470-1480 circa, medaglia in bronzo, recto, 5,84 cm, Washington, National Gallery; unico ritratto certo del pittore

Vittore Belliniano, Ritratto d'uomo (Giovanni Bellini?), 1505, inchiostro e gessetto su carta, 10,9x8,8 cm, Chantilly, Musée Condé

Tiziano Vecellio, Presunto ritratto di Giovanni Bellini, 1511-1512, olio su tela, 80x66 cm, Copenaghen, Statens Museum for Kunst
Lavorò intensamente per ben sessant'anni, sempre ai massimi livelli, traghettando la pittura veneziana, che in lui ebbe un fondamentale punto di riferimento, attraverso le esperienze più diverse, dalla tradizione bizantina ai modi padovani filtrati da Andrea Mantegna, dalle lezioni di Piero della Francesca, Antonello da Messina e Albrecht Dürer, fino al tonalismo di Giorgione. Nelle sue opere Bellini seppe accogliere tutti questi stimoli rinnovandosi continuamente, ma senza tradire mai il legame con la propria tradizione, valorizzandolo anzi e facendone un punto di forza[2][3].

Sebbene ritenuto fin dai contemporanei una figura di eccezionale grandezza, Giovanni Bellini è citato di rado dai documenti e dalle fonti dell'epoca, con interi periodi della sua biografia rimasti oscuri e con numerose sue opere, anche capitali, che sfuggono a un inquadramento definitivo per la scarsità di notizie sicure pervenuteci[4].

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